Naming: come ideare il nome per un marchio o un prodotto

naming - come ideare un nomeIl naming, nel marketing, fa riferimento alle varie fasi del processo creativo e analitico che conducono alla scelta di quale nome assegnare a un prodotto, a un servizio a un brand nel suo complesso. A prima impressione, potrebbe sembrare un’attività non particolarmente complessa, ma, in realtà, dietro alla scelta di un nome vi è un processo complesso e importantissimo, che influenza in modo significativo il posizionamento di un bene o di un marchio nel proprio mercato di riferimento.

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Partire dall’analisi

Pensi davvero di poter cominciare da subito a fissare il soffitto in cerca della genialata? No, non funziona così e, per quanto possa sembrare un lavoro puramente creativo, il naming impone un approccio analitico, che precede quello inventivo. Prima di iniziare a buttare giù una lista di nomi papabili per il tuo prodotto/servizio/marchio, devi conoscere a fondo la materia: quali sono le caratteristiche intrinseche di ciò che devi denominare? Quale immagine vuoi suggerire al pubblico attraverso il nome? Quali sono i valori che devono caratterizzarlo? I competitor che valutazioni hanno fatto? Capirai bene che dietro a un nome c’è qualcosa di molto più vasto, c’è l’identità dell’azienda o del bene che sta per essere introdotto sul mercato. I consumatori conoscono il prodotto attraverso la sua denominazione, lo comprendono e lo acquistano.

Il processo di ideazione

Una volta identificati gli elementi che dovranno essere presenti all’interno del nome, può iniziare il processo creativo. Inizialmente, si consiglia di non escludere nessuna idea: annota tutto ciò che ti viene in mente, per quanto una pensata possa sembrarti inefficace o persino stupida; butta giù una lista senza pensarci troppo, inserendo tutto ciò che ti passa per la testa, dai nomi possibili o anche solo parole che ti piacciono. Poi, cerca di riorganizzare le idee, comincia a comprendere quali possano funzionare, quali siano certamente inutilizzabili. Schematizza, individuando una gerarchia tra concetti e spunti, puoi aiutarti attraverso l’ausilio di mappe concettuali, tabelle, disegni e qualunque supporto possa esserti utile.

Trovato il nome! Ma…

Non voglio allarmarti, ma il nome che hai individuato con tanta fatica potrebbe non andar bene. Ciò che occorre ora è che il dominio, ovvero il nome del sito, sia libero. Puoi utilizzare servizi online come http://whois.domaintools.com per accertartene, verificando la disponibilità delle estensioni .it e .com; potendo scegliere è consigliabile evitare le altre tipologie. Capirai da te che il problema si pone nel caso in cui il nome che hai scelto sia quello di un marchio; in caso di prodotti e servizi, la questione dominio non è così vincolante.

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Come deve essere un nome

Ultimo consiglio: non strafare, punta sulla semplicità. Ci sono alcune caratteristiche che il nome di un marchio o di un prodotto/servizio dovrebbe avere: innanzitutto dovrebbe essere breve e semplice da ricordare. Ovviamente, il nome deve essere originale, capace di distinguere se stesso e i prodotti che rappresenta dal resto del mercato; è sempre bene pensare a qualcosa di musicale, figure retoriche sonore come le allitterazioni, le assonanze, le consonanze, le rime (stando attenti a non scadere nell’infantilismo) e paronomasie (l’accostamento di parole con suoni similari) possono essere delle ottime soluzioni per l’ideazione di un nome efficace e gradevole!

23rd Settembre 2019

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