Twitter per aziende: ha ancora senso crederci?

Twitter è morto

Twitter è morto. Twitter è moribondo. Twitter appartiene al passato. Ma è davvero così? Prima di dare una risposta, proviamo ad analizzare alcuni dati. Nel 2010, la piattaforma di micro-blogging contava 54 milioni di utenti attivi; nell’arco dei cinque anni successivi, il social media ha moltiplicato la propria base fino a superare i 300 milioni di utenti già nel 2015. Da quel momento, la crescita di Twitter si è pressoché arrestata: nel secondo trimestre del 2019, l’ultimo in cui la società ha reso noto il numero ufficiale di utilizzatori, il dato era fermo a 330 milioni. Va detto, però, che proprio nel 2019 sembra essere cominciata una timida risalita in termini di fatturato generato e di utenti monetizzabili.

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I social cambiano, Twitter no

Uno dei principali difetti dimostrato da Twitter sta nella sua scarsissima capacità di rinnovarsi. A differenza di Facebook e di Instagram, infatti, la piattaforma dei cinguettii evidenzia difficoltà strutturali a introdurre novità nel proprio sistema di utilizzo; basti pensare a Vine e a Periscope, le tecnologie che avrebbero dovuto traghettare il social nell’universo dei video e delle dirette streaming, ma che, invece, non hanno mai avuto successo, al punto che la prima è stata dismessa nel 2016 e la seconda è stata ampiamente soppiantata dalle soluzioni dei competitor, Facebook in primis.

Vincono i social media visuali

Un’altra tendenza che penalizza fortemente Twitter sta certamente nelle nuove abitudini degli utenti dei social i quali, sempre più convintamente, sembrano prediligere le piattaforme visuali a quelle che invece usano soprattutto la comunicazione testuale – come appunto Twitter. Instagram fa segnare numeri in netta crescita e, sebbene il ‘fratellino’ Facebook continui ad essere la community con più utenti attivi al mondo, il primo può vantare numeri nettamente più positivi in termini di crescita della propria user base. Altro fenomeno che conferma tale tendenza è TikTok, la piattaforma di video making cinese che, nel corso del 2019, ha fatto segnare il maggior numero di nuovi iscritti. Nel frattempo, Twitter persiste in una condizione di ristagno.

Comprendere la logica di Twitter

Twitter, a differenza di altri social network, non è una piattaforma pensata per ogni tipologia di utente. La sua comunicazione telegrafica, basata su brevi tweet, richiede particolari capacità di sintesi. Per i più, riuscire a interessare il pubblico utilizzando frasi brevi può risultare decisamente complicato e, per questo motivo, anche la tipologia di utente che naviga la piattaforma è solitamente molto esigente; si tratta di persone che vogliono essere informate, incuriosite, stimolate. L’aspetto di mero intrattenimento, con Twitter, passa quasi in secondo piano.

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Twitter per aziende: sì, no, forse

Tutto da buttare, dunque? Assolutamente no! Twitter per aziende resta una risorsa importante, ma solo per chi si dimostri in grado di sfruttarlo al meglio. La piattaforma è popolata da utenti che vogliono essere ‘nutriti’ e, per tale motivo, a vincere sono le imprese che si dimostrano capaci di introdurre nuovi contenuti, di costruirsi una propria credibilità grazie alla qualità delle informazioni offerte. Twitter per aziende funziona se l’azienda si dimostra abile a intercettare gli argomenti più appropriati alla propria identità e a consolidare le relazioni con il proprio pubblico, un pubblico specifico e non massificato. Per questo, diventa decisivo saper dare continuità e coerenza al proprio account, pubblicando con periodicità regolare, parlando di temi coerenti e con il giusto tono di voce. In questo modo, Twitter può rivelarsi uno strumento ancora potente, per instaurare e rafforzare i rapporti con il pubblico, ma anche con altre aziende, per la divulgazione di notizie e, sempre più spesso, per la promozione di nuovi prodotti, sia nel mercato B2C e sia nel B2B.

29th Febbraio 2020

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