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WhatsApp e Telegram per il marketing: un confronto

confronto WhatsApp Vs. Telegram

WhatsApp e Telegram sono le due principali piattaforme di instant messaging al mondo, due colossi che, da anni, si contendono il dominio di quel segmento di mercato. E si tratta in entrambi i casi di strumenti funzionali anche al marketing delle aziende, canali che permettono di raggiungere un pubblico potenzialmente vastissimo e in modo diretto. Ecco un confronto tra WhatsApp e Telegram dal punto di vista dei brand: pregi, difetti, diversità e tratti in comune.

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Premessa: WhatsApp e Telegram sono complementari

Prima di tutto, è doveroso fare una premessa: WhatsApp e Telegram non si escludono a vicenda. Si tratta, infatti, di due strumenti simili, ma differenti sotto molti punti di vista e per diverse funzioni. Il punto non è scegliere uno dei due strumenti, bensì comprendere come utilizzare in modo ottimale l’uno e l’altro. Sia la piattaforma inclusa nel gruppo Facebook Inc. e sia la società con sede a Dubai rappresentano due risorse preziosissime per piccoli e grandi marchi, strumenti del cosiddetto chatvertising, una modalità di promozione basata sulla comunicazione diretta con i propri contatti.

WhatsApp Business… e Telegram (for) Business

Una prima sostanziale differenza riguarda il fatto che l’applicazione di Zuckenberg, a partire dal 2018, ha lanciato una propria versione dell’applicativo dedicata prettamente alle aziende e chiamata WhatsApp Business. La piattaforma è stata creata con l’intento di fornire alle società commerciali (e non) di entrare in contatto diretto con il proprio pubblico, in modo da condividere informazioni in modo immediato, gestire il servizio di assistenza e customer care e offrire servizi correlati agli utenti. Abbastanza sorprendentemente, Telegram non possiede una propria versione business; i servizi per la aziende sono in realtà gli stessi che il marchio propone agli utenti privati: sono le aziende, semmai, che hanno imparato a capire come impiegare l’app per il proprio marketing.

Telegram e WhatsApp Business: la SIM

La struttura dei due sistemi di comunicazione diretta sono sostanzialmente diversi. Telegram non deve essere collegato a un numero di telefono: ogni profilo Telegram, infatti, è svincolato dal tipo di dispositivo che si sceglie per il suo utilizzo e si associa a un nome utente. WhatsApp Messenger, nella sua versione classica, richiede invece un numero di telefono che non può essere associato sia alla versione per privati che a quella business.

Comunicazione con gli utenti: le differenze tra WhatsApp e Telegram

La comunicazione con i propri contatti evidenzia forse le maggiori differenze tra le due piattaforme. Telegram offre la possibilità di creare gruppi che hanno come punto di forza quello della vastità: è possibile infatti creare supergruppi che includono fino a 100 mila contatti: ciò rende Telegram un ottimo strumento per la comunicazione interna; Su Telegram è anche consentito creare dei propri canali, i quali, però, si basano su una comunicazione monodirezionale in cui gli utenti non possono interagire. Pertanto, il sistema funziona come una sorta di ibrido tra una newsletter e un social network. WhatsApp, invece, importando la tecnologia dalla versione classica, consente di creare gruppi fino a 256 persone in cui, invece, la comunicazione è bidirezionale.

Strumenti di marketing

Entrambe le piattaforme includono ottimi strumenti di marketing. Da questo punto di vista, Telegram evidenzia una maggior versatilità delle proprie funzioni: l’app offre una serie di servizi correlati come ad esempio il reminder e la programmazione dei post, una soluzione ideale per promuovere eventi, campagne promozionali, sconti, ecc. WhatsApp propone invece i gruppi Broadcast, grazie ai quali è possibile inviare messaggi in chat private a più contatti contemporaneamente, consentendo una comunicazione, allo stesso tempo, diretta, ma automatizzata.

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Privacy: il punto forte di Telegram

Gli utenti che dichiarano la loro preferenza per Telegram sono molto spesso spinti a compiere la loro scelta per via di un aspetto in cui la piattaforma nata nel 2013 è certamente più forte: la privacy. Come già anticipato, WhatsApp da quel punto di vista è penalizzata dalla necessità di associare un profilo a una SIM, cosa che invece Telegram non impone. Inoltre, quest’ultima presenta due funzioni che tanto stanno a cuore agli amanti della riservatezza online: la possibilità di creare chat segrete, i cui contenuti non vengono salvati nel server; e la possibilità di auto-distruggere i messaggi. A dire il vero, anche WhatsApp ha introdotto tale funzione, ma solo a distanza di anni rispetto al proprio competitor.

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23rd Gennaio 2021

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